Varie.
29/01/2013
LA PERCENTUALE DI “SUCCESSO” DEGLI IMPIANTI DENTALI.

Gentile Paziente, a seguito del suo interesse verso il trattamento con Impianti Dentali, per la soluzione dei Suoi problemi, trovo doveroso sottoporre alla Sua attenzione le percentuali di successo che la letteratura attribuisce a questo atto terapeutico, in modo da consentire a Lei ed ai Suoi familiari una più corretta informazione ed una conseguente decisione.

 

       

                       Sostituzione dei due incisivi laterali con impianti e corone in zirconio.

 

       

Riabilitazione superiore su impianti con denti in Ceramica.

 

                               

Sostituzione di due incisivi inferiori con impianto e corone in Ceramica.

 

Percentuale di successo implantare

Fonte: Revisioni Sistematiche della Letteratura

EBD: Evidence Based Dentistry , cioè Odontoiatria Basata sulle Evidenze scientifiche.

 

Va tenuto in debito conto che l’ATTENDIBILITA’ degli studi su protesi ed impianti dentali è estremamente discutibile; infatti il punteggioche lo Studioso A.Jadad (il più accreditato al mondo, che studia quanto una ricerca possa essere attendibile..) ha dato alle più rigorose ricerche in odontoiatria è di 1,9 inun range da 1 a5 (quindi una validità al 40% al massimo..!!!), questo perché in bocca esistonoinfinite variabili, come il numero di denti (tutti diversi l’uno dall’altro..), le abitudini di vita, e la diversa funzione (alimentazione, igiene, fumo, sofferenza di malattia parodontale o piorrea, digrignamento e serramento dei denti ed abitudini viziate…), la differente manualità degli operatori (dentisti) e dei materiali (diversi tipi di impianti, di capsule in ceramica, in metallo, in resina….); la diversità delle zone impiantate (impianti in osso naturale o in osso “rigenerato”, impianti in osso guarito o impianti postestrattivi..) senza contare che la dinamica masticatoria (il movimento della mandibola contro al mascellare superiore, e quindi i contatti dei denti…) è diverso in ogni individuo, e solo genericamente e non correttamente riproducibile.

 

Queste le percentuali di successo nel primo anno

(si considera il primo anno, in quanto il maggior numero di complicanze si verificano per il 98% nel primo anno di inserimento dell’impianto)

 

- impianti in osso nativo o guarito dopo estrazione: complessivo 97%

- impianti post estrattivi: complessivo 96,8%

- impianti a carico immediato in osso nativo (siti selezionati): complessivo 95,8%

- impianti a carico immediato post estrattivi (siti selezionati): complessivo 94,5%

 

Nei Pazienti Fumatori, in quelli con Parodontite (“Piorrea”), e nei pazienti che eseguono impianti in osso rigenerato (procedure di aumento dell’osso) tutti gli studi confermano maggiori complicanze su impianti ed una minor percentuale di successo, analogamente ai pazienti fumatori e diabetici non compensati.

 

“Sopravvivenza” a 10 anni dei restauri su impianti = 86,7% (su denti è 89,1%).

Nel 30% dei casi ci sono complicazioni tecniche (rotture della ceramica o delle componenti protesiche…), mentre nel rimanente 70% dei casi complicazioni biologiche (sofferenza gengivale, perdita ossea, spesso indolore ed asintomatica,… fino alla perdita dell’impianto).

 

Differenza tra “successo” e “sopravvivenza

La letteratura a tal proposito è piuttosto confusa, e non è possibile risalire in modo sicuro a dati attendibili.

Alcuni studi parlano di “Successo” e cioè di mancanza completa di complicanze, di perdita ossea, di problemi gengivali, di sintomi ecc ecc, mentre la “Sopravvivenza” è altra cosa, significa invece che l’impianto e la protesi ad esso collegata rimangono in bocca e funzionano, senza sintomi apparenti, ma esistono alcune complicanze come problemi gengivali, perdite di osso, che prima o poi potrebbero portare al “Fallimento” e cioè la perdita dell’impianto, anche se non è detto che ciò succeda!

Purtroppo i dati non sono sovrapponibili, visto che gli studi sono di autori diversi con diversi impianti ed in tempi diversi, e quindi la validità della statistica fa riferimento solo alla “Sopravvivenza”.

 

Questo in buona sostanza significa che a 10 anni avrà almeno l’86 – 87% di probabilità di avere ancora l’impianto in bocca che funziona, non le fa male, e La soddisfa pienamente, invero potrebbe (ma non è detto)  anche avere dei problemi, senza dolori,  che comunque non ne pregiudicano particolarmente la funzione (leggera gengivite, o moderata perdita di osso…). La perdita dell’impianto risulta l’evento statisticamente meno significativo.

 

Se questo Le sembra comunque eccessivo, e non ritiene “sicuri” gli impianti dentali tenga presente due fattori:

1) gli impianti andrebbero eseguiti quando i denti non sono più recuperabili, e quindi non esistono alternative;

2) gli impianti andrebbero presi in considerazione quando le terapie “alternative” comportano la lesione dei denti vicini, come per esempio nei “ponti”…lesione, IRREVERSIBILE di denti altrimenti sani!

 

Le ricordo infine che la cosa più resistente e valida che può esserci per la nostra bocca è il DENTE!

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel World Oral Health Report del 2009  indica che la carie dentale rappresenta ancor oggi uno dei maggiori problemi della sanità pubblica, e nei paesi industrializzati la percentuale di ragazzi tra i 13 e 14 anni che presenta almeno UN dente cariato arriva all’85%!

Quindi, anche l’organo migliore per la masticazione, il più resistente che esista, non è esente dai problemi!

 

 

Come pazienti e come uomini, siamo sempre alla ricerca di una soluzione facile, economica, veloce e soprattutto esente da problemi e complicanze, continuiamo a “sperare” che esista qualcosa che possa eliminare la fragilità e la vulnerabilità tipicamente umana, e sovente ritroviamo sicurezza e tranquillità in quegli eventi ed in quelle situazioni che pensiamo di “gestire tranquillamente” ogni giorno della nostra vita quotidiana….

 

Ma quanto sono “sicure” e “predicibili” le nostre consuete abitudini di vita??….esse nascondono delle insidie, che a volte possono divenire vere e proprie tragedie, a dispetto di quanto possano sembrare “innocue e comuni”.

 

ANDARE IN AUTO

Percentuali incidenti stradali in Italia 2009

Fonte istat su popolazione 60.000.000 abitanti e 34.000.000 autovetture.

 

215.405 incidenti stradali = 0,37% della popolazione e 0,72% delle auto;

307.258 lesioni = 0,5% della popolazione;

decessi = 0,08% della popolazione e 0,15% delle auto.

 

Questo in buona sostanza significa che ogni anno, ognuno di noi, ha lo 0,5% di probabilità di rimanere coinvolto in un’incidente stradale con lesioni personali, autista, passeggero o pedone che sia….In 10 anni avete il 5% di probabilità che ciò succeda….!

 

RESTARE IN CASA

Percentuali incidenti domestici in Italia 2007

Fonte: Istituto superiore della sanità; centro nazionale studi epidemiologici, Sorveglianza e Protezione della salute.

 

3,3 milioni di incidenti domestici = 5,5% della popolazione;

2,8 milioni di infortuni = 4,8% della popolazione.

 

Questo in buona sostanza indica che ogni anno, ognuno di noi, ha quasi il 5% di probabilità di rimanere coinvolto in un’incidente domestico con lesioni personali…..

 

Il peggio che può capitarLe con un’impianto dentale è subire la perdita dell’impianto, ma se pensa che il suo inserimento è stato fatto perché non c’erano alternative, e la percentuale di sopravvivenza a 10 anni sfiora l’87%, bhè, penso che onestamente, visto il rischio contenuto, si possa parlare di una terapia estremamente efficace e dai costi biologici notevolmente contenuti.

La cosa fondamentale che va considerata è che l’impianto va fatto quando non ci sono alternative e/o le alternative sono troppo rischiose, valutando i rapporto costi – benefici.

E se considerate che il costo medio in Italia della riabilitazione di un dente con un’impianto (impianto, perno, provvisorio e capsula in ceramica) si aggira intorno ai 2500 euro, capirà che per 10 anni Le costerebbe 68 centesimi al giorno; meno di un caffè al giorno, solo che i denti li usa tutti i giorni, e più volte al giorno!

 

Concludo affermando che la MIApercentuale di Successo a 10 anni è attualmente superiore a quanto attestato dai dati di letteratura (91% a 10 anni), ma non potevo esimermi dal fornirLe una informazione esauriente e comprensibile.

 

Rimango ovviamente sempre a disposizione per chiarimenti del Suo specifico caso.

 

Paolo Guazzi


 
 
 




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