Farmaci.
29/05/2007
I BISFOSFONATI E I LORO EFFETTI SULLA SALUTE ORALE.
I bisfosfonati sono molecole in grado di rallentare il riassorbimento osseo. Hanno affinità per il calcio e l’idrossiapatite e si legano principalmente nelle zone in cui si presenta un riassorbimento osseo. Alcuni di essi vengono immagazzinati nello scheletro e vi rimangono per parecchi anni (per es. l’alendronato rimane oltre 10 anni). I bisfosfonati producono un rallentamento globale del ricambio osseo, o addirittura ne causano l’arresto in caso di utilizzo prolungato. Ciò riduce la capacità dell’osso di riorganizzare in modo dinamico la propria struttura e di riparare eventuali traumi o microfratture; inoltre pare che a lungo termine rendano l’osso più mineralizzato, più duro e quindi più fragile e a rischio fratture. BISFOSFONATI E SALUTE ORALE. Si è discusso molto dei bisfosfonati in relazione ai loro effetti nocivi sulla salute orale e negli ultimi 3-4 anni sono aumentate le testimonianze sull’insorgenza di osteonecrosi (“morte” dell’osso) dei mascellari in pazienti sottoposti a trattamento con bisfosfonati. Si tratta di un tipo di lesione che può rimanere asintomatica per settimane o mesi, e porta ad esposizione di parti di osso, associata a dolore con infiammazione e infezione delle zone circostanti. E’ possibile identificare caratteristiche comuni tra i pazienti affetti da osteonecrosi dei mascellari. Quasi tutti sono stati trattati con bisfosfonati per via sistemica, principalmente PAMIDRONATO ed ACIDO ZOLEDRONICO, appartenenti alla categoria degli amino- bisfosfonati. Non sono mai stati riportati casi di osteonecrosi in pazienti trattati con CLODRONATO. Per tipo di patologia, l’85% dei pazienti è affetto da mielosa multiplo o cancro al seno con metastasi. Un terzo delle lesioni sono asintomatiche, il restante risultano a carico della mandibola. Il 60% dei casi è insorto dopo un’estrazione dentale, mentre il 40% si è manifestato spontaneamente, però questi ultimi spesso sono pazienti portatori di protesi totali o parziale che possono causare dei piccoli traumi. Quindi gli interventi odontoiatrici non sono di per sé una causa della complicazione, me ne accelera il manifestarsi. I principali fattori predisponesti l’insorgenza di osteonecrosi associata a bisfosfonati sembrano essere il tipo e la dose del farmaco. Il rallentamento del ricambio osseo dato dai bisfosfonati assieme all’impedimento della formazione dei vasi sanguigni, riduce la capacità di guarigione a livello della zona operata, facilitando l’insorgenza di necrosi locali. LE RACCOMANDAZIONI PER LIMITARE L’INSORGENZA DI OSTEONECROSI DEI MASCELLARI. Le principali raccomandazioni da tenere presente quando si ha a che fare con pazienti in cura con bisfosfonati è distinguere tra coloro che non hanno ancora iniziato il trattamento con tali farmaci e quelli che invece sono già in terapia. Nel primo caso come azione preventiva si dovrebbe rimuovere ogni possibile zona infetta o che si potrebbe infettare per ridurre il rischio di infezioni future e la necessità di estrazioni dentali. Quindi denti del giudizio inclusi, denti non recuperabili o con parodontite grave andrebbero rimossi, tutte le carie e le devitalizzazioni eseguite; va incoraggiata, inoltre, l’igiene domiciliare e professionale. I pazienti già in terapia andrebbero valutati caso per caso. Quelli con terapia in vena per indicazioni oncologiche da oltre 6 mesi sono i più a rischio. Si devono preferire soluzioni conservative a quelle chirurgiche e comunque sotto copertura antibiotica. Se non fosse possibile evitare interventi chirurgici, ridurre le operazioni sull’osso e seguire la guarigione nei primi mesi molto attentamente. Per coloro che i bisfosfonati li assumono oralmente il rischio è di gran lunga minore. L’assunzione dei bisfosfonati assieme a quella dei corticosteroidi costituisce un aumento del rischio di osteonecrosi nelle estrazioni, in tal caso può essere indicato un periodo di sospensione dei bisfosfonati fino alla guarigione ossea. Gli obiettivi del trattamento di pazienti che presentano già osteonecrosi dei mascellari sono di eliminare il dolore, controllare le infezioni delle zone circostanti e ridurre l’aumento o la comparsa di nuove zone necrotiche. Quindi si devono prescrivere sciacqui con clorexidina, analgesici e terapia antibiotica sistemica. Art. tratto da IMPLANT TRIBUNE (Aut. Dott. Massimo Del Fabbro).
 
 
 




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